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IL RIFUGIO ANTIAEREO

IL RIFUGIO ANTIAEREO

Un luogo nato per proteggere vite, oggi dedicato alla conoscenza.

 

Il METEORLAB e il rifugio antiaereo

Il METEORLAB è ospitato all’interno di un luogo che custodisce una parte profonda della storia di Torino: un sistema di gallerie nate come rifugio antiaereo durante la Seconda guerra mondiale.

A partire dalla dichiarazione di guerra dell’Italia a Inghilterra e Francia, avvenuta il 10 giugno 1940, Torino fu una delle città italiane maggiormente colpite dai bombardamenti aerei, subendo decine di incursioni anglo-americane fino al 5 aprile 1945.
La città rappresentava infatti un polo industriale strategico di rilievo nazionale, sede della FIAT e di numerosi altri stabilimenti convertiti a scopo bellico.

Al termine del conflitto, il bilancio fu drammatico: oltre 15.000 abitazioni distrutte, più di 66.000 gravemente danneggiate e oltre 2.000 vittime.

I rifugi antiaerei sotto la città

Tra il 1942 e il 1944 vennero realizzati a Torino 45 rifugi pubblici per proteggere la popolazione dai bombardamenti.
Queste strutture, costruite con tecniche antibomba e anticrollo, erano dotate di panche, servizi igienici, impianti di illuminazione e sistemi di ventilazione, e potevano ospitare migliaia di persone.

Parallelamente, sotto il tessuto urbano cittadino si sviluppò un patrimonio sotterraneo ancora più vasto: un sistema di almeno 800 rifugi antiaerei, in gran parte ricavati dagli scantinati delle abitazioni; alcuni, invece, furono progettati appositamente come grandi ricoveri pubblici “antibomba”.

Oggi, le tracce visibili di questi eventi risultano in gran parte assorbite dalla ricostruzione del dopoguerra, ma sotto la superficie della città sopravvive ancora questa rete sotterranea, testimonianza concreta di uno dei periodi più difficili della storia urbana.

Il rifugio del Monte dei Cappuccini

Nel 1943, sotto il Monte dei Cappuccini, venne realizzato un sistema di gallerie in cemento armato e laterizio destinato alla protezione della popolazione civile.
Gli ingressi furono ricavati a ridosso del muro di contenimento del monte. Delle otto aperture originarie, sei vennero murate nel dopoguerra.

Il rifugio era progettato per garantire condizioni di sicurezza elevate: le strutture migliori dovevano infatti essere “a tenuta stagna”, ovvero impermeabili agli attacchi chimici, come i cosiddetti gas di guerra o gas asfissianti.
Per questo motivo, erano dotate di sistemi di ventilazione forzata, in grado di filtrare e rigenerare l’aria attraverso apposite apparecchiature.

Un luogo di memoria e conoscenza

Entrare oggi in questi spazi significa accedere a un luogo che fu rifugio e protezione per la popolazione torinese, un ambiente pensato per la sopravvivenza in tempo di guerra.
Il METEORLAB restituisce nuova vita a questo patrimonio storico, trasformandolo in uno spazio di ricerca, divulgazione e memoria, dove la storia del Novecento dialoga con la scienza e la contemporaneità.

Visitare il METEORLAB significa quindi non solo esplorare il mondo delle meteoriti e della ricerca scientifica, ma anche mantenere viva la memoria di un passato che non deve essere dimenticato, soprattutto dalle nuove generazioni.

Perché studiare le meteoriti qui?

Le meteoriti conservano tracce preziose dell’attività del Sole nel passato.
Per osservarle servono ambienti protetti, al riparo da variazioni di temperatura, luce e contaminazioni esterne.

Il rifugio antiaereo sotto il Monte dei Cappuccini, con i suoi spessi muri e la profondità di 30 metri, offre condizioni ideali:

stabilità termica e ambientale

La profondità del rifugio garantisce temperature e condizioni ambientali costanti, fondamentali per la conservazione e lo studio di campioni meteorici sensibili alle variazioni esterne.

isolamento dalle interferenze esterne

La struttura sotterranea protegge i campioni da variazioni climatiche, inquinamento, vibrazioni e radiazioni, creando un ambiente controllato ideale per la ricerca scientifica.

Un contesto tra storia, ricerca e divulgazione

Il laboratorio unisce ricerca scientifica, memoria storica e divulgazione, trasformando un luogo nato per proteggere la popolazione in uno spazio dedicato allo studio del Sistema Solare.

Vuoi scoprire il laboratorio dal vivo?

Dalla memoria della guerra alla ricerca sul Sistema Solare.

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