Tra il 1942 e il 1944 vennero realizzati a Torino 45 rifugi pubblici per proteggere la popolazione dai bombardamenti.
Queste strutture, costruite con tecniche antibomba e anticrollo, erano dotate di panche, servizi igienici, impianti di illuminazione e sistemi di ventilazione, e potevano ospitare migliaia di persone.
Parallelamente, sotto il tessuto urbano cittadino si sviluppò un patrimonio sotterraneo ancora più vasto: un sistema di almeno 800 rifugi antiaerei, in gran parte ricavati dagli scantinati delle abitazioni; alcuni, invece, furono progettati appositamente come grandi ricoveri pubblici “antibomba”.
Oggi, le tracce visibili di questi eventi risultano in gran parte assorbite dalla ricostruzione del dopoguerra, ma sotto la superficie della città sopravvive ancora questa rete sotterranea, testimonianza concreta di uno dei periodi più difficili della storia urbana.